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Scritto da: Città e Territorio

La battaglia per l’Oreto, fiume dimenticato della città

Palermo. Il fiume Oreto rappresenta un sistema urbano di grande interesse, ma prima di tutto è un simbolo: un luogo abbandonato e ferito per cui il progetto «Io sono il fiume Oreto dell’umanità», promosso dalla Fondazione Fiumara D’Arte e attivo da 6 anni, rappresenta un impegno morale, culturale ed educativo che ha coinvolto 3 facoltà universitarie e 150 scuole, dando avvio alla partecipazione e studiando il fiume da diverse prospettive. Antonio Presti (presidente della Fondazione, nonchè ideatore del museo-albergo «Atelier sul mare») è impegnato da tempo in Sicilia, con il progetto per il quartiere di Librino a Catania (che vuole abbattere il limite dello status di periferia per ridare all’area una sua centralità all’interno del sistema di polis catanese), nella zona di Tusa, in provincia di Messina (prima per il riconoscimento e ora per il restauro delle opere di Fiumara d’Arte), e a Palermo per la riqualificazione del fiume Oreto, dove sta promuovendo la realizzazione di un museo en plein air lungo il fiume, simbolo duraturo di una rinnovata coscienza collettiva. «Le manifestazioni dell’architettura, così come dell’arte», ci dice Presti, «sono correlate con lo sviluppo storico, e sono un linguaggio che ci parla del tempo in cui viviamo. Credo che l’arte, se condivisa, abbia in sé qualcosa di maieutico: riuscire a mettere le persone a proprio agio con l’estetica spesso permette di tirarne fuori il meglio. Le città, e le persone che le abitano, hanno bisogno di bellezza».
Tuttavia, è sufficiente proporre un itinerario d’arte per evidenziare la rinascita di un luogo? «La domanda che dobbiamo porci oggi è: che cosa possono fare l’arte e l’architettura, che cosa possiamo fare come uomini di cultura e come cittadini per dare valore alla nostra contemporaneità? Lo spazio che ci circonda e i segni che lasciamo non possono rappresentare rapporti astratti tra volumi, ma l’espressione di responsabilità civile e di identità culturale, nella speranza che tale affermazione di bellezza e di cittadinanza germogli nelle coscienze dei ragazzi e si accresca negli adulti che diventeranno». Il concetto di arte propugnato da Presti è molto differente da quello a cui siamo per lo più abituati: è politica, ed è condivisione, perché vuole sviluppare una nuova coscienza collettiva di rispetto per l’ambiente circostante, sia fisico che umano, e ridare centralità a luoghi «periferici» attraverso l’arte.
In che misura le istituzioni pubbliche, in questi anni di lavoro, hanno sostenuto e promosso (o, al contrario, ostacolato) l’istituzione del Parco dell’Oreto? «A parole», risponde Giuseppe Scuderi, architetto esponente di Legambiente e consulente di Fiumara d’Arte, «tutte hanno appoggiato (non promosso) le manifestazioni ideate da Fiumara d’Arte (mostre, incontri nei luoghi del parco, happening con figure prestigiose come Danielle Mitterrand). Nei fatti, a parte convocare tavoli tecnici e istituire coordinamenti finalizzati a produrre elaborati di perimetrazione, progettuali o d’uso, nessuna istituzione è andata oltre gli studi e le ricerche».
Ma è un processo possibile? «La legislazione vigente prevede che, attraverso la proposizione di un disegno di legge d’iniziativa popolare (iter incredibilmente farraginoso, ci vogliono 10.000 firme autenticate e circa 18 mesi di tempo) o tramite determinazioni d’aula si possa chiedere l’istituzione non tanto del Parco, quanto del comitato che può proporre l’istituzione del Parco. La proposta esitata verrà inoltrata agli assessorati competenti per le valutazioni tecniche, e quindi restituita all’aula per le determinazioni legislative. Non è un caso che Presti e i suoi studenti stiano per affermare l’impegno per il fiume con un nuovo importante gesto politico: la consegna all’Assemblea regionale siciliana di 100.000 firme raccolte per chiedere a gran voce l’istituzione del Parco dell’Oreto».
Dunque la fondazione Fiumara d’Arte si propone d’incidere sulle decisioni che saranno prese dagli enti preposti? «Sicuramente», riprende Presti, «con l’ostinato e coerente tema della legalità, prima ancora che della “devozione alla bellezza”, tema quest’ultimo che caratterizza da sempre Fiumara d’Arte – che il 21 marzo si arricchirà dell’opera Piramide/38°Parallelo di Mauro Staccioli. Se infatti la bellezza può essere opinabile, non lo è sicuramente la legalità, non nel restrittivo termine di rispetto delle leggi. Il diritto alla vita in tutte le sue accezioni, il diritto al territorio, fruibile per tutti e non barricato dalle frammentazioni (urbanistiche, proprietarie, commerciali, ecc), il diritto alla crescita sociale, culturale, ma anche emozionale e comportamentale: sono tutti tasselli del mosaico delle attività che dovranno essere l’ossigeno da respirare per il nuovo organismo dell’Oreto. E per far questo non si può che continuare a incontrare le scuole e gli studenti, augurandoci che il tema del territorio diventi una materia da studiare nelle scuole d’ogni ordine e grado. La misura dell’incisione, poi, più che dalla mano del chirurgo, qui dipende dalla resistenza del derma del paziente: speriamo non sia più duro della lama del bisturi».
 

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Last modified: 16 Luglio 2015